LACTOGEN

Intolleranza al Lattosio: La più comune intolleranza enzimatica

Il lattosio è un disaccaride, presente in soluzione nel latte dei mammiferi e nei suoi derivati, dove rappresenta circa il 98% degli zuccheri. Dopo essere stato assunto con la dieta, il lattosio viene idrolizzato a livello duodenale grazie all’azione dell’enzima Lattasi (proteina presente sull’orletto a spazzola degli enterociti dell’intestino assorbente) che scinde il disaccaride lattosio nei due zuccheri che lo costituiscono: Galattosio e Glucosio. I due zuccheri vengono assorbiti a livello intestinale ed attraverso diffusione passiva vengono rilasciati nel sangue dal lato basale dell’enterocita. Essi giungono successivamente al fegato dove il Galattosio viene trasformato in Glucosio. È l’intolleranza alimentare più diffusa al mondo. 

Le Cause

L’intolleranza al lattosio può essere generata dalle seguenti condizioni:
 
1. Deficienza congenita nella produzione di lattasi: si manifesta fin dalla nascita, si tratta di una evenienza molto rara generata dall’incapacità, su base genetica, da parte del neonato di produrre lattasi.
 
2. Deficienza primaria di lattasi: è generata dal deficit di produzione da parte degli enterociti dell’enzima lattasi. Tutti i bambini fino a due anni di età circa producono la lattasi per poter assimilare il latte materno: con lo svezzamento, nelle persone intolleranti, l’enzima non viene più prodotto o viene prodotto in quantità via via sempre più limitate fino all’età adulta. 
 
3. Deficienza secondaria di lattasi: in soggetti con patologie che determinano lesioni all’intestino tenue, con conseguente danno alle cellule produttrici di lattasi (ad esempio: morbo di Crohn, celiachia, infiammazioni e infezioni dell’intestino), si può avere un’intolleranza secondaria (acquisita). Tale intolleranza può risultare temporanea come nel caso di infezioni virali o batteriche, e quindi scomparire quando l’infezione è risolta (come ad esempio infezioni da rotavirus).
 
Nelle condizioni di deficienza primaria e secondaria si assiste ad un deficit di produzione dell’enzima da parte degli enterociti. Il lattosio non digerito che rimane nell’intestino, viene metabolizzato dai batteri intestinali con produzione di una miscela di gas quali C02, H2, CH4 e la generazione di un effetto osmotico con richiamo di H2O, che determinano i tipici sintomi dell’intolleranza al lattosio descritti sopra (diarrea, nausea, senso di gonfiore, crampi, meteorismo, disturbi intestinali). Inoltre vengono generati acidi grassi volatili che determinano un abbassamento del pH delle feci.
 
I meccanismi biomolecolari che regolano il metabolismo del Lattosio
 
In funzione della capacità di digerire o meno il lattosio, nella popolazione umana è possibile distinguere 2 fenotipi:
 
• Lattasi non persistente LNP (intolleranti): questo fenotipo è caratterizzato dalla diminuzione nel tempo della produzione di lattasi, caratteristica ancestrale del genere umano. Dopo lo svezzamento l’enzima non viene più prodotto, o viene prodotto in quantità via via sempre più limitate fino all’età adulta. 
 
• Lattasi persistente LP (tolleranti): questo fenotipo è caratterizzato dalla capacità di produrre lattasi anche nell’età adulta. È comparso circa 10.000 anni fa con lo sviluppo dell’allevamento degli animali. La comparsa della lattasi persistenza, dovuta ad una mutazione intervenuta nel nel gene MCM6 a monte del gene LCT che codifica per l’enzima lattasi, ha rappresentato subito un vantaggio positivo, dato che ha permesso di utilizzare il latte come fonte di nutrimento per l’uomo durante tutta la sua esistenza e non soltanto nel periodo post natale.
 
La lattasi è una proteina integrale della membrana degli enterociti ed è codificata dal gene LCT che si trova sul cromosoma 2. La bassa capacità dell’organismo di idrolizzare il lattosio è dovuta a un fenomeno di regolazione programmata che coinvolge il gene MCM6, a monte di LCT. Tale gene presenta diversi polimorfismi a singola base nucleotidica con alta associazione per la lattasi-persistenza; nello specifico, un genotipo che presenta due Timine (TT) in posizione -13910 determina una Lattasi-Persistenza (LP), così come un eterozigote Timina/Citosina (T/C), mentre un genotipo omozigote CC in posizione -13910 determina un fenotipo Lattasi Non Persistente (LNP).1 
 

 

 

Lactogen codice 9241

 


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